Combattere la cellulite con la Fitoterapia

By | 17 febbraio 2016
Fitoterapia

Fitoterapia

La Fitoterapia è tra i più efficaci rimedi naturali contro la cellulite, perché agisce su alcuni importanti effetti derivanti dalla sua comparsa ossia l’infiammazione e la distruzione della microcircolazione sanguigna, tecnicamente chiamata microcircolo.

In questo articolo verrà presentato un trattamento fitoterapico anticellulite distinto in tre fasi, ma prima di arrivare ad esso occorre fare una necessaria introduzione sulla cellulite.

Cellulite: definizione, cause e processo di formazione

La cellulite è un inestetismo causato da un disturbo che interessa l’ipoderma, un tessuto che si trova al di sotto del derma di natura prevalentemente adiposa.

La funzione di questo tessuto è quella di cuscinetto, di isolante ed è una riserva di calorie per i periodi di digiuno, grazie all’alto contenuto di cellule adipose. Tali cellule vengono costantemente sintetizzate (liposintesi) o distrutte (lipolisi) a seconda dell’alimentazione compiuta e delle necessità muscolari. Perché ciò avvenga è però necessaria un’adeguata irrorazione tissutale, in grado di trasportare i messaggi ormonali dell’organismo.

Processo di formazione della cellulite

La naturale tendenza del tessuto grasso a compattarsi, attraverso un meccanismo idrofobico, tende ad una lenta, ma irreversibile distruzione del microcircolo, in assenza di un adeguato e costante movimento della parte interessata.

Questo fenomeno provoca il crollo di porzioni di ipoderma, con le conseguenti fosse cellulitiche. Il termine medico che identifica il problema è quello di Pannicolopatia Edemato-Fibrosclerotica (PEF). Le cellule, adipociti, subiscono alterazioni di forma e di volume, rotture e lacerazioni della membrana citoplasmatica che le avvolge, con conseguente uscita dei trigliceridi ed il loro spargimento a livello dei tessuti. Successivamente intervengono anche fenomeni involutivi del collagene circostante determinati proprio dallo scompaginamento della struttura del tessuto adiposo di queste zone corporee.

La degenerazione viene definita come lipodistrofia (alterazione delle caratteristiche distrettuali del grasso). Si passa, pertanto da una normale irrorazione delle cellule adipose, ad un edema, in una prima fase, dovuto ad un’anormale permeabilità della parete venosa, che causa trasudazione del plasma, ristagno e accumulo negli spazi interstiziali. In una seconda fase, vi è un radicale peggioramento del microcircolo, con conseguente ristagno delle tossine, perdita di elasticità e di morbidezza della pelle. Nella terza fase, si forma una trama di micro noduli rotondeggianti, in cui restano incapsulati collagene, adipociti e porzioni di microcircolo, che in tal modo perde la sua continuità funzionale (si perde, cioè la possibilità della lipolisi, ossia del riassorbimento delle cellule grasse). La perdita della funzione di ossigenazione di queste porzioni anatomiche può provocare dolore locale ed il fenomeno della così detta pelle a buccia di arancia. Nella quarta, ed ultima fase, i micro noduli si aggregano in maconoduli, fino ad un processo irreversibile di fibrosi, in cui il collagene si infiltra fino al sottostante tessuto muscolare. Si crea un fenomeno di ipotermia distrettuale, dovuta all’assenza di microcircolo. Il tessuto adiposo collassa in alcune zone, formando introflessioni, retrazioni a forma di cratere con fondo irregolare e sottili striature biancastre o giallo-biancastre. L’epidermide, in questa fase, si assottiglia.

Cause della cellulite

Cause della cellulite sono un insieme di elementi: genetici, costituzionali, ormonali e vascolari, spesso aggravate da vita sedentaria, da stress, da malattie epatiche, cattiva alimentazione, un cattivo appoggio plantare, disturbi intestinali o da quelle patologie caratterizzate da una ritenzione idrica marcata.  Agenti diversi, come il vestiario o le calzature inadatte, disturbi posturali ed atteggiamenti corporei scorretti, l’utilizzo prolungato di anticoncezionali, rallentando il circolo sanguigno e linfatico, rappresentano cause predisponenti lo sviluppo di cellulite.

La struttura e lo sviluppo dell’ipoderma dipendono dalle zone corporee, dall’età, dal sesso, dalla nutrizione e da influenze ormonali soggettive.

Una degenerazione del tessuto ipodermico è l’ipertrofia, cioè un aumento di volume  delle cellule adipose, la ritenzione idrica e la stasi di liquido negli spazi intercellulari. Al contrario,  con l’avanzare dell’età si verifica una diminuzione del tessuto adiposo e questo rende la pelle flaccida ed avvizzita.

Il pannicolo adiposo si distribuisce in modo differente nei due sessi: nella donna è più accentuato nel distretto inferiore del corpo, zona questa che presenta particolare sensibilità verso l’azione svolta dall’estrogeno e dal progesterone, i tipici ormoni femminili. La donna, anche se longilinea, tendenzialmente presenta accumuli adiposi più marcati a livello dei fianchi.

Pannicolo adiposo: differenze tra donna e uomo

Pannicolo adiposo: differenze tra uomo e donna (2)

Pannicolo adiposo: differenze tra uomo e donna 

Le cellule adipose poi, si dispongono con una trama differente nei due sessi, accentuando nella donna la così detta “buccia d’arancio”.

Trattamento anticellulite fitoterapico

Dato che fra l’epidermide ed il derma è situata la barriera idrolipidica, capace di impedire l’assorbimento di principi attivi idrosolubili o salini, risulterà poco produttivo tentare di affrontare una problematica caratterizzata in un’area inferiore tramite semplici trattamenti in pomata, anche perché la cellulite è caratterizzata da una progressiva perdita della microcircolazione. Anche pomate provviste di “carrier” in grado di far attraversare la barriera idrolipidica ai principi attivi in essa contenuti, non possono garantire da sole effetti miracolosi.

Molto più efficaci risultano essere i trattamenti per via sistemica (in capsule o in gocce), con principi attivi in grado di aumentare il microcircolo (quali il ginkgo biloba) drenanti (quali la centella, il ruscus o la vitis vinifera) e tonici per la muscolatura arteriosa e venosa (quali l’aesculus hippocastanum).

Se vogliamo tracciare un’ideale trattamento fitoterapico di questo sgradevole inestetismo dobbiamo prevedere tre distinte fasi:

  1. Un primo periodo con l’utilizzo di sostanze antinfiammatorie (ad es. Ananas sativo e Carica papaya per cellulite di primo grado o Arpagophytum procumbens e Boswellia sacra in caso di cellulite a partire dal secondo grado) per un ciclo variabile tra le due settimane ed un mese (a seconda della severità dell’inestetismo). Questo trattamento, unito ad una leggera rimessa in movimento della zona, con una crema che faciliti un massaggio prolungato è propedeutico alla seconda fase.
  2. Per un ciclo di un mese si deve associare una terapia drenante con assunzione di gocce di estratti fluidi di Aesculus hyppocastanum, Hamamelis virginiana, Hydrocotile asiatica,  Ortosiphon stamineus, Ruscus aculeatus. È possibile l’utilizzo di 100 gtt mattina e pomeriggio messe in ½ litro d’acqua, da bere lentamente. In questa fase si può cominciare ad utilizzare per il massaggio una crema anticellulitica specifica, differente in base alle caratteristiche personali.
  3. Nel terzo ciclo, variabile dai tre ai sei mesi (con uno schema di tre settimane di trattamento ed una di interruzione) è possibile aggiungere capsule contenenti principi attivi che facilitino la ricostruzione del microcircolo,  quali il Ginkgo biloba, l’Hydrocotile asiatica ed il Ruscus aculeatus, uniti a massaggi con creme all’escina, con sostanze termogeniche (Caffè verde e citrus) e dove possibile alla l-tiroxina.

Qualunque cura resta ovviamente inefficace, se non si mette contemporaneamente in moto l’area interessata tramite una sana attività sportiva e ad una dieta equilibrata!

 

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